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AVIARIA
E la virus-fobia colpisce anche i gatti (da Libero del 23 Febbraio 2006)
Non se ne può veramente più.
In questi giorni circola anche la notizia (secondo il solito studio dei soliti ricercatori pubblicato sulla solita prestigiosa rivista) che il gatto potrebbe trasmettere l'influenza dei polli. Capirai se non ci andava di mezzo. Meglio se nero, è più contagioso.
D'altronde qui sembra di essere in pieno medio evo. Un uomo che ha soccorso un cigno impallinato ha subito l'ostracismo dell'intero paese. Invece di premiarlo per avere compiuto una buona azione è considerato un untore e la gente lo evita. Ci manca solo l'ordinanza del sindaco che gli imponga di portare i campanelli. Da settimane si mescolano profezie di scienziati che presagiscono la fine dell'uomo e il giorno dopo ci rassicurano che nulla sta succedendo. Stiamo mandando milioni di persone ad intasare le sale di rianimazione per un mal di gola. Stiamo mettendo in ginocchio l'avicoltura, ai primi posti nel mondo dal punto di vista dei controlli sanitari e della sicurezza. Oggi non abbiamo più un frigo dove congelare le pregiate carni bianche, quelle che i pediatri e i geriatri raccomandano a bambini ed anziani, per la loro digeribilità. Sono oltre 50.000 le tonnellate di carne che attendono, nei congelatori, un ignoto destino.
Ogni settimana vanno nel frullatore milioni di pulcini che nascono per essere bruciati, in quanto invenduti. Si stracciano i contratti già firmati, ma piuttosto che ritirare un pulcino per allevarlo, in questo stato d'atmosfera bellica, si preferisce lordare il proprio onore di vecchio contadino. E tutto questo per cosa? Perché è morto qualche cigno reale e un'anatra durante la migrazione? Scusate, vi aggiorno. Hanno trovato morto un passero nei giardinetti vicino a casa mia. Un gatto (nero) è riuscito a zompargli sopra. Ci sarebbe da ridere e da scherzare se non avessimo davanti famiglie intere con le lacrime agli occhi che meditano (e qualcuna è andata oltre la meditazione) il suicidio o la strage, impotenti di fronte al futuro della fame e della disoccupazione, incredule davanti ad un popolo che decide ostinatamente che i polli sono veleno e si sparano, a colazione, megapanini con salsa rosa e formaggi fusi.
D'accordo che il virus H5N1 potrebbe potenzialmente subire mutazioni fino a passare da uomo a uomo, ma, Santo Dio, non facciamoci una flebo di morfina pensando che forse ci schiacceremo un dito nel montare un quadro stasera! Non abbiamo isolato il virus Ebola. Abbiamo isolato il virus H5N1 da alcuni uccelli migratori che sono stati uccisi o si sono ammalati non per l'influenza, ma per gli stenti e le avversità della migrazione. Il virus in quegli uccelli esiste da millenni. Adesso è ora di fare sul serio e mostrare un minimo di serietà. La follia della ricreazione è finita.
Oscar Grazioli
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