 |
AVIARIA
Cigni uccisi per vedere se sono malati (da Libero del 14 Marzo 2006)
Ci vogliono riprovare.
Non contenti del blitz fatto all'insaputa della Regione e in palese contrasto con la legislazione vigente, giungono voci autorevoli che vogliano completare l'opera. Il blitz in questione è stato portato a termine dall'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (Infs) che, dopo una riunione dell'unità di crisi per l'influenza aviaria, ha mosso le sue truppe armate alla volta della Puglia, destinazione Bacino degli Angeli (Lecce) e Torre Colimena (Taranto). In queste oasi naturali protette erano stati trovati alcuni cigni reali, morti, si è detto, per il famigerato H5N1 (alias virus dell'influenza aviaria). In realtà, è più credibile siano morti a causa di una difficile migrazione dopo un inverno, che nell'Europa orientale, è stato impietoso. È ormai noto, anche ai lattanti, che il virus ammazzatutto alberga negli uccelli acquatici senza fargli alcun danno. Figuriamoci se non lo si trova in uccelli stremati dal gelo, dalla fame e dalla fatica del migrare. Ma i nostri illuminati ricercatori, non contenti dei preziosi volatili che periscono per cause naturali, decidono che è necessario un monitoraggio stretto dei soggetti apparentemente sani per poter programmare ulteriori azioni nei confronti della malattia (che non c'è). Come fare, visto che risulta impossibile catturare i cigni vivi? Semplice, basta sparargli nelle piume. E così quattro cigni sfigati, sopravvissuti al gelo della Russia e agli stenti della migrazione, si posano sulle acque delle oasi pugliesi e trovano i ricercatori che fanno il monitoraggio stretto dell'influenza. Talmente stretto da fucilarli sul posto e inviarne le spoglie ai laboratori da cui è risultato che erano sani come…cigni. Andare a sparecchiare ai rari cigni reali dentro le oasi però non è proprio attività che passi inosservata, anche se a capo della missione ci fosse un ufficiale del Mossad. Infatti ne è nato un putiferio. Le autorità amministrative locali, avvertite che stavano tentando di estinguere i cigni pugliesi, hanno telefonato al Ministero. Dopo il quarto cigno “monitorato” è giunto lo stop dai dirigenti ministeriali. Così si sono dovuti accontentare di quattro cigni su ventisei. Ma solo perché le proteste hanno costretto il Ministero a fermarli. I cacciatori sono già pronti ad offrire il loro appoggio morale e fisico per un'ulteriore operazione di abbattimento, pardon monitoraggio. Il presidente della Federcaccia ha affermato che il mondo venatorio è sempre pronto a collaborare con le autorità sanitarie, anche a rischio di dover sparare a cigni ed anatre. Te pareva. Stefano Simeoni, dell'Acma-Federcaccia ha ribadito al Ministero la disponibilità ad utilizzare le anatre germanate come anatre “spia”. Bel colpo! Darei di tutto per sapere cosa ha detto Storace nel sentirsi offrire delle anatre spione.
Dunque l'Infs vorrebbe terminare la sua operazione di monitoraggio. Un'altra dozzina di cigni e magari qualche fenicottero. Giù le zampe, che vi teniamo d'occhio.
Oscar Grazioli
|
|