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AVIARIA

Fermiamo la mattanza dei cigni (da Libero del 16 Marzo 2006)

- Onorevole Berlusconi, capisco che venirle a parlare di cigni in questo momento potrebbe sembrare pateticamente ingenuo. Lei deve vedersela con Prodi sul Pil, sull'occupazione, sull'Irap, e altre simili quisquilie mentre io pretendo di attirare la sua attenzione sui cigni reali delle oasi pugliesi. Eppure, tenga conto che la sensibilità nei confronti del benessere animale, snobbata dalla sinistra e dalla destra, è in grado di muovere milioni d'indecisi, insoddisfatti, dal punto di vista politico, delle misure prese dall'una parte e di quelle fumosamente promesse dall'altra.
La follia che ha colpito un'intera popolazione, succube di un evento mediatico che ha pochi precedenti, ha costretto il governo a spendere milioni di euro per risarcire, almeno parzialmente, un settore della zootecnia che si è trovato davanti una Waterloo non voluta e non prevista, alimentata solo da voci sconsiderate e dai soliti ricercatori in cerca di gloria.
Nel momento in cui ci si accorge che l'Oms stessa ha esagerato paventando pandemie che potrebbero realmente accadere (ma domani come fra cento anni) o restare un pessimo ricordo nelle menti dei nostri nonni, proprio quando si cerca di tornare alla normalità di una nazione che effettua i suoi severi controlli sanitari senza farsi prendere da un panico non giustificato, ecco che si muovono pesantemente i supporti scientifici del Ministero da Lei ora guidato. Sprezzanti nei confronti dell'ala protettrice ministeriale per condurre vergognose campagne di inutile sterminio. Mi riferisco alle pressanti richieste dell'Infs che, dopo avere sparato ad alcuni cigni reali perfettamente sani, giunti nelle oasi di Puglia stremati da una migrazione di migliaia di chilometri, incuranti delle proteste di amministratori, ambientalisti, veterinari, ignari del loro operato, pretendono le teste di altri 24 cigni per potere andare a rovistare nei loro organi alla ricerca di un virus che, da secoli, è presente talvolta negli uccelli migratori acquatici, come tutti sanno. E lo fanno con il patrocinio del Suo Ministero.
Tutti comprendiamo l'importanza dei controlli e dei monitoraggi che devono rientrare in una moderna medicina di prevenzione, ma sparare in testa a decine di cigni sani, imbrattandone di rosso le piume e l'acqua in cui riposano dopo migliaia di chilometri di volo, è un sacrilegio, un affronto verso chi non può avere alcuna difesa contro le barbarie spesso camuffata da supporti scientifici molto interessati ai finanziamenti più che alla conoscenza.
L'attuale Ministro della Salute può dire no. Può dire che fino a quando governerà Lui questo sacrificio non s'ha da fare. Lo so, sono solo cigni. Ma ripagare la loro aggraziata presenza sul nostro suolo, scelto per riposarsi e riprodursi, con il sangue delle teste esplose e le budella sparse sul tavolo di marmo inutilmente a me fa orrore. Spero anche a Lei, Cavaliere.
Oscar Grazioli

 

 


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