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AVIARIA
Basta frottole. C'è già chi specula sulla paura dell'aviaria nei gatti (da Libero dell'8 Marzo2006)
Calma e sangue freddo.
Qui troppa gente sta uscendo di melone e non mi riferisco solo a profani cittadini che hanno tutti i diritti di non capirne niente di virus, mosaici, antigeni, anticorpi, alta e bassa patogenicità. Qui sta passando il messaggio che il gatto è una specie altamente recettiva al virus dell'influenza dei polli.
In soldoni, il gatto “prenderebbe” facilmente la malattia da polli, tacchini, gazze marine e pulcinella di mare. Se fosse una discussione da bar il problema sarebbe inesistente. Il fatto è che il messaggio arriva da fior di virologi, ricercatori, con il Prof. d'ordinanza davanti al cognome. E se lo dicono loro a chi volete credere a Oscar Grazioli? Oddio, dopo 30 anni di “mestiere” e soprattutto di frequentazione dei più grandi patologi aviari che abbiamo mai avuto in Italia (alcuni di valore assolutamente mondiale), se non altro ho imparato a ragionare sfruttando la logica oltre che il microscopio elettronico.
Vediamo di rimettere le cose al loro posto e velocemente perché già oggi la gente comincia a guardare i gatti con grande sospetto e negli ambulatori veterinari fioccano le richieste: “Dottore mi nasce il bambino. E il gatto?”. “Dottore, il gatto ha starnutito. Gli facciamo il test?”. Se non ci credete leggete bene quello che vi scrivo.
Ho appreso da una collega tedesca che in Germania (dove ieri, nell'isola di Ruegen sono stati trovati altri due gatti morti, forse per aviaria) e Austria sono usciti, come per incanto, i test rapidi per l'influenza aviaria. Non ci credete? Ecco l'ultima offerta: 20 Schnelltest (test rapidi) a 280 euro. Se ordinate velocemente ci sono ancora alcuni Packungen (confezioni) con scadenza 07/06 a solo 100 Euro. Sono in saldo. Piccolo problema: questi test rapidi non sono così attendibili. Diciamo che sono un po' una “sveltina”, per intenderci. Sarà per questo che vengono fuori tre gatti infetti, che dopo pochi giorni non lo sono più? E a chi hanno regalato il loro bel virus ai topi?
Contemporaneamente si sono mossi i laboratori privati. Ieri ho saputo di un laboratorio tedesco che ha avuto il permesso di effettuare i test sui gatti. L'incredibile è che inizialmente non mi sapevano dire che tipo di campioni inviare (sangue, saliva ecc.) “perché si naviga un po' al buio, in quanto la malattia nel gatto in effetti non esiste”, poi mi hanno richiamato informandomi che sono autorizzati per tamponi nel naso e dalla bocca e sperano che nelle prossime settimane arrivi l'autorizzazione per tutti i mammiferi. Così se avete un criceto che ha starnutito potete togliervi il dubbio. E loro incassano. Che strano, non c'è la malattia ma ci sono già i test.
A proposito di roditori perché non fare i test sui topi, visto che a livello sperimentale, anche loro prendono la malattia? Dimenticavo il costo del test: circa 50 euro. Siamo arrivati alla follia di fare i test sui gatti (che si è riusciti ad infettare a livello di esperimento inoculando dosi industriali di virus) e non facciamo i test sulle persone (allevatori, veterinari a contatto con uccelli, negozianti di uccelli, operai di macelli ecc.) vediamo di rientrare presto nel melone, se possibile.
Oscar Grazioli
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