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AVIARIA

Dall'Asia sta arrivando l'influenza aviare. Servono misure urgenti anche in Italia
(da Libero del 10 Settembre 2005)



Ci sono due notizie dell'ultima ora che ci obbligano a formulare un appello al senso di responsabilità dei ministri Storace e Alemanno. L'Agenzia Reuters riporta le dichiarazioni del Dr. Jai P. Narian, Direttore del WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) all'ultimo convegno tenutosi a Colombo. L'autorevole Narain sostiene che il mondo è vicino a confrontarsi con una pandemia di influenza aviare sostenuta da un ceppo di virus letale per l'uomo, proveniente dall'Asia. Secondo il WHO l'unico Paese dell'Asia meridionale in grado di fronteggiare l'epidemia è la Thailandia. Il resto è una rete piena di buchi.
Narain afferma che vi sono continue segnalazioni di morti fra la popolazione di Vietnam, Cambogia e Indonesia, mentre è ormai noto che decine di migliaia di uccelli stanno morendo in varie zone della Russia. Il fatto più preoccupante per l'Occidente e per l'Asia è che il virus viaggia attraverso gli uccelli migratori, i quali sono divenuti portatori sani e non mostrano alcun sintomo. Ormai gli uccelli cominciano a muoversi dal Nord verso Sud Est per svernare nelle zone più temperate dell'Asia e dell'Europa. “Non è più il pollame che ci preoccupa”, ha detto Narein, “ma tutte le specie di uccelli”. A dimostrazione di questo, il virus è stato ripetutamente isolato dai ricercatori sovietici negli uccelli che in quelle zone nidificano e passano l'estate. Secondo le proiezioni si prevedono fino a 7 milioni di morti e il problema non è “se”, ma soltanto “quando”.
Un'altra cattiva notizia proviene da casa nostra. Si tratta dell'allarme lanciato da Fabrizio Pregliasco, dell'Istituto di Virologia della Facoltà di Medicina di Milano, considerato uno dei maggiori esperti italiani di virus influenzali. In un'intervista ha ammesso che l'ipotesi della trasmissione del virus dagli uccelli all'uomo è consistente e che vanno attuate tutte le forme di sorveglianza possibili. Gli stessi cacciatori sarebbero soggetti a elevato rischio, proprio perché le persone colpite dalla malattia sono quelle entrate in stretto contatto con gli uccelli infetti. “Dal momento”, dice il ricercatore “che è ormai accertato il fatto che gli uccelli migratori veicolano il virus H5N1, la FAO e l'OMS hanno lanciato l'allarme, affinché i Paesi attraversati dalle rotte migratorie – tra cui l'Italia – adottino tutte le misure per limitare il contatto tra uccelli migratori, uccelli allevati e esseri umani”. La Russia ha vietato la caccia ai migratori in tutte le zone dove si è manifestato il virus. Una scelta che, secondo Pregliasco, “tutela gli stessi cacciatori e chi manipola carni potenzialmente infette”.
A questo punto, cari ministri, non è più una questione fra animalista e cacciatore e bisogna mettere da parte ogni spinta di lobby. Men che meno deve essere una questione di governo o opposizione. Qui si tratta della nostra pelle, signori, e voi sarete chiamati a rendere conto dei provvedimenti preventivi adottati.
Oscar Grazioli

 

 


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