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Pezzetti d'anima
Oggi non è stata una buona giornata.
D'accordo, la mattina è iniziata col sole e l'inizio della primavera sommessamente si è manifestato, con il profumo di fresco e di nuovo che solitamente riesce a mettermi di buon umore fin dal risveglio, ma la signora anziana con in braccio la vecchia cagnetta, che se ne stava seduta sola in sala d'attesa, era ammantata di preoccupazione e di tristezza.Si trattava della stessa signora che avevo fatto accomodare tre giorni addietro in ambulatorio per iniziare una triste visita clinica che purtroppo spesso capita di eseguire nel nostro lavoro.
Mimì, questo era il nome di quello scricciolo peloso di 14 anni, amorevolmente abbracciato dalla signora, da molto tempo aveva come dei “sassolini” sull'addome e sul torace, però nonostante questo, fino a pochi giorni prima era stata sempre bene.
Ultimamente, in effetti, mangiava meno ed era dimagrita molto.
Ad un più attento esame clinico ho infatti notato subito quanto la cagnetta fosse magra; era, come si dice letteralmente, pelle ed ossa.
Auscultando il torace la mia preoccupazione sulle condizioni di Mimì è ulteriormente aumentata.
I rumori assolutamente anomali del suo respiro non mi raccontavano nulla di buono.
Dopo avere provveduto ad eseguire un esame microscopico delle cellule prelevate con un piccolo ago da uno dei noduli, i timori sono aumentati:si trattava di cellule cancerogene e maligne.
A questo punto abbiamo provveduto ad eseguire una radiografia del torace della cagnolina ed il peggio che temevamo è stato confermato.
Il campo polmonare appariva costellato di palle di varie dimensioni più chiare dell'immagine normale che deve avere un polmone sano.
Mimì aveva un cancro terminale, probabilmente partito dalla mammella, ma ormai ampiamente disseminato nel tessuto polmonare e di sicuro in buona parte del suo organismo.
In questi casi è dovere del medico veterinario valutare le condizioni dell'animale e agire in modo che se altro non è possibile fare, non vada incontro a sofferenze inutili e per lui incomprensibili.
Mimì era ormai prossima alla fine della sua esistenza, non mangiava più da alcuni giorni e soprattutto respirare per lei era diventata un'impresa sempre più faticosa.
Inevitabile proporre l'eutanasia alla proprietaria, che però non riusciva ad affrontare la realtà del fatto, chiedendomi delle risposte e delle soluzioni che non ero in grado di dare.
Che altro avrei potuto fare?
Ho deciso di attuare una terapia di sostegno e palliativa, in grado di alleviare temporaneamente le sofferenze di Mimì, sperando che nel frattempo il pacato e convincente discorso di spiegazione rivolto all'anziana signora, potesse sortire l'effetto di persuaderla nel prendere una decisione coraggiosa e definitiva per la sua cagnetta.
Ci lasciammo così con la promessa di sentirci giorno dopo giorno.
Come previsto dopo le prime due telefonate che riferivano di lievi miglioramenti, nei giorni seguenti,il terzo giorno,oggi, in sala d'attesa mi aspettavano Mimì,ulteriormente peggiorata, con la sua padrona.
La decisione era stata finalmente presa e così ho provveduto ad iniziare la procedura necessaria.
Mentre infilavo il catetere endovenoso nella zampina anteriore della vecchia cagnolina, dove prima iniettare l'anestetico e poi una volta addormentata, il prodotto necessario ad arrestarne l'attività cardiaca, Mimì mi ha guardato diritto negli occhi, come non so più quante volte in passato già mi è successo.
Solamente oggi più che mai la sua anima canina mi è entrata dentro comunicandomi che lei sapeva cosa stava succedendo.
Ho pensato così a tutti quei cani e gatti che non possono andarsene dolcemente come, con il mio aiuto, a lei stava accadendo, e che spesso soli, sul bordo di una strada, abbandonati, ammalati o feriti, devono guardare in faccia la morte nel suo orrore senza capire.
Mimì mi ha fatto pensare a tutti i suoi simili che muoiono senza il conforto della mano di una persona che è stata loro vicino tutta la vita e l'aiuto di un farmaco che li aiuti ad andarsene dignitosamente. Mi ha guardato diritto negli occhi e ringraziandomi per quello che le stavo facendo mi ha fatto capire che dopo, ovunque sarebbe stata, uno dei suoi pezzetti di anima mi sarebbe caduto addosso per entrarmi dentro come e più di quelli di tutti gli animali che ho aiutato a morire in questi anni.
Mimì sapeva quello che stava succedendo, ne sono certo, ma vi assicuro che questa volta è stata lei a trasmettere tranquillità all'anziana signora con cui aveva passato la vita ed anche a me.
Non è mai una bella giornata quando devo sopprimere un essere che so possedere sentimenti, paure e entusiasmi molto simili ai nostri, però forse quella cagnetta è riuscita a farmi sentire un po' meglio con lo sguardo sereno e tranquillo con cui mi ha scrutato nel profondo, prima di chiudere gli occhi per sempre.
GianlucaZanaboni. |
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