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Storie

Morire senza sbattere la porta.

Era già la terza volta, in due mesi, che andavo a trovare la signora Carla, in quel letto d'ospedale lontano dalla mia città.
La Carla entrava di prepotenza nei miei ricordi di bambino.
Era una donna alta, robusta con un carattere gioviale, sempre pronta a dare un consiglio ai ragazzi del quartiere.
Una volta, durante l'inizio di un acceso diverbio fra me e un altro bambino la Carla si materializzò alle nostre spalle, si mise a sedere sui gradini della scala e ci raccontò la storia di due bambini che avevano litigato per mangiare un pezzo di pane.
Non la capimmo fino in fondo, ma il risultato fu un immediato armistizio.
Stava male la Carla. Suo figlio mi aveva detto ne aveva per poco.
L'ultima volta che ero andata a trovarla ero rimasto profondamente turbato.
La malattia aveva ridotto quel pezzo di donna ad una bambola rinsecchita, ad uno scricciolo giallo in un letto che sembrava destinato ad un giocatore di basket.
Arrivai sotto sera, in orario di apertura per le visite.
La porta a vetri era chiusa. Dopo mezz'ora abbondante uscì il figlio della Carla e, da lontano, mi guardò scuotendo la testa.
Una infermiera, che ormai ci conosceva, aprì la porta di uno studio medico vuoto e ci fece accomodare.
"Se ne è andata, Oscar" mi disse con gli occhi lucidi.
Stavo per dire qualcosa, quando lui riprese: "Se ne è andata male, Oscar" e dagli occhi uscivano gocce di rabbia "Si lamentava per il dolore e mi chiedeva di fare qualcosa.
Ho chiamato tre volte il medico. Gli ho chiesto di farle della morfina e mi ha detto di no, perché poteva deprimere il respiro che ormai era un rantolo.
Stava morendo Oscar, e lui continuava a parlare dei rischi della morfina… Gli ho urlato di darmi quella maledetta siringa.
Mi prendevo io la responsabilità. Se ne è andato sbattendo la porta". Poi si alzò e, stringendomi la mano, si avviò stancamente verso la porta a vetri.
Mi spiace che sia morta la Carla, ma quel che mi tormenta è che sia morta in un lago di sudore, senza potere sbattere neanche la porta.

Oscar Grazioli

 

 


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