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Le cicale di Francesco

Qui si va nel mio.
Chissà perchè ma la cucina è una passione di tanti uomini,
che sia veramente un subdolo (non tanto) mezzo di conquista ?

Comunque ecco qua una bella spaghettata alle cicale di mare.
Per chi non lo sapesse le cicale sono quei crostacei bianchi, che ti
bucano tutta la bocca quando le "ciucci" e che per me sono più buone
dell'aragosta (comunicazione personale).

Dose per 4 persone

Prendere una ventina di cicale belle fresche, in genere si trovano vive.
Aprirle sulla linea mediana ventrale con incisione pre e post
ombelicale (l'asepsi non è obbligatoria);
metterle in un soffritto classico di olio di oliva di quello buono, prezzemolo, aglio (poco e sminuzzato molto bene) e peperoncino (poco anche questo) dopo che avete fatto appena indorare l'aglio.

Aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco (in genere l'avanzo tenuto
in frigo, va bene anche lo spumante secco) e far cuocere a fiamma
alta per qualche minuto finchè il vino non è evaporato.

Aggiungere una decina di pomodorini di pachino (optional) tagliati
in quattro.
Lasciarle rosolare a fiamma molto bassa e coperte per circa 15 min.
A questo punto, dato che io le preferisco in bianco, il sugo è
pronto, basta saltarci dentro gli spaghetti rigorosamente al dente
ed il gioco è fatto.

Per chi ama l'elaborazione (visto che c'è pieno di motovet :-) si
può aggiungere della passata di pomodoro (1 barattolo) e far cuocere
ancora per 10-15 min. prima di scolare la pasta.

Buon appetito.

Il vino è a scelta, io ci bevo volentieri della Vernaccia di San Gimignano.

 

 

 

 

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