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di Laura Torriani, martedì 23 settembre 2008
TRENI CANI PULCI CHILI
Provvedimenti come quello attuale emanato allo scopo di proteggere i viaggiatori ferroviari dai morsi di insetti “vaganti” lasciano quantomeno perplessi e per gli addetti del settore pulci & Co. (i veterinari) fanno pure un po' sghignazzare vista la totale inutilità.
Sono anni ormai che diversi viaggiatori riportano di essere stati morsi o punti mentre viaggiavano sulle carrozze ferroviarie, e come al solito chi ci rimette alla fine è il cittadino (col suo cane) che è ligio alle leggi. Per un qualche strano motivo in Italia si finisce sempre per punire chi non c'entra nulla e che anzi si comporta civilmente.
Perché diciamo ciò?
Anche ammettendo che i responsabili dei morsi siano pulci e zecche, i cani non hanno l'esclusiva di questi fastidiosi animaletti che albergano spesso e volentieri anche sui topi e su coloro che sprovvisti di fissa dimora schiacciano pisolini costanti sulle carrozze in sosta notturna o diurna nelle varie stazioni.
Di solito poi il viaggiatore che si fa seguire dal proprio Fido è uno che all'animale ci tiene (se no lo mollerebbe sbrigativamente magari proprio nei pressi della stazione ferroviaria) e che quindi si premura di evitare di tenersi in casa un ricettacolo di insetti succhiasangue ed esegue pedissequamente i vari trattamenti per ectoparassiti indicati dal veterinario.
Sono poi di recente ricomparse le orride Cimex lectularius, parassiti umani e ambientali ben presenti nella letteratura storica medioevale come infestanti di giacigli e catapecchie, forse trasportate da noi dalle orde di immigrati o turisti, che ben si sono ricollocate sia sui treni che nelle case non proprio pulitissime e che sono difficilissime da eliminare dall'ambiente dato che si infrattano e si nascondono alla vista peggio di un evaso di galera, motivo per cui all'ispezione delle carrozze non le beccano mai.
Limitare poi l'accesso in base alla taglia e al fatto di poter ingabbiare il cane, dotato però di certificato di trattamento antiparassitario non più vecchio di 30 giorni, è proprio una indicazione di scarsa conoscenza dei meccanismi degli antiparassitari, dei cicli degli ectoparassiti e della mancanza di buon senso globale.
La taglia non si capisce cosa abbia a che vedere con il numero delle pulci o con la loro sopravvivenza agli insetticidi e presumere che la pulce resti in gabbia buona buona in compagnia del cane è veramente un'idea balzana, forse si pensa che giochino insieme a briscola per far passare il tempo.
Che poi la certificazione del trattamento e dell'assenza di parassiti il veterinario la debba fare pure gratis assumendosi una responsabilità impossibile forse ne possiamo riparlare dopo che ai veterinari le ferrovie daranno libero accesso con chilometraggi illimitato.
Scommettiamo che le cimici sopravvivranno al provvedimento? |
Link-AZ
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wikipedia:
pulci
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