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di Oscar Grazioli, articolo uscito il 2 settembre su Libero
CHIKUNGUNYA
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Il focolaio di Chikungunya, la febbre virale che ha colpito centinaia di persone a Castiglione di Cervia e di Ravenna durante i mesi di giugno, luglio e agosto ora si fa ancora più preoccupante, perché si estende ad altre province.
Molti sono gli interrogativi, posti dagli ammalati e dai loro familiari., che non hanno ottenuto risposte e ne hanno ttenute di evasive. Il focolaio epidemico è spento o cova ancora sotto le ceneri? Ha un suo ruolo l'immigrazione più o meno clandestina? Il vettore è solo la zanzara tigre o la trasmettono altri insetti? Ci si può difendere in qualche modo? Cosa succede se un paziente si infetta di nuovo?
Andiamo con ordine. Il focolaio sta presentando una diminuzione dei casi, ma lungi dall'essere spento si diffonde a macchia d'olio. E' di ieri la notizia di cinque sospetti casi in provincia di Cesena. I meteorologi prevedono un settembre caldo, ottimo per le zanzare tigre.
Gli immigrati. Qui non si tratta di xenofobia da un tanto al chilo, ma qualcuno speriamo arrivi a pensare che l'immigrazione selvaggia non si traduce nei problemi causati dal lavavetri di Firenze o dal Vuccumpra' che rompe le scatole ai commercianti. Qui si tratta della nostra ghirba. Questa volta è stata la Chikungunya, che, a parte qualche caso, è relativamente benigna, ma la prossima volta, a quale microrganismo letale spalancheremo le porte di casa? A proposito di benignità, questo vuol dire che, alla fine quasi tutti gli ammalati guariranno, ma non è che oggi se la passino tanto bene. Molti ammalati dovranno convivere con il dolore articolare per settimane o mesi. Per fortuna chi si ammala di questa malattia, contrariamente alla Dengue, ne esce con un'immunità duratura e non si ammalerà una seconda volta.
Anche se manca la notizia ufficiale ormai è ormai certo che il vettore della Chikungunya è la famosa zanzara tigre, quella Aedes albopictus introdotta, attraverso il commercio di copertoni, dall'Asia, riconoscibile per le striature bianche sul corpo nero. Ha l'abitudine, contrariamente alle altre zanzare, di pungere soprattutto di giorno e questo la rende maggiormente insidiosa. Inoltre può diffondere malattie ben più gravi, come la Dengue, la Febbre Gialla e varie Encefaliti animali trasmissibili all'uomo.
Le misure di prevenzione. Non farsi pungere è una parola. Ovvie le zanzariere e la pulizia di sottovasi e altri contenitori da acque stagnanti. Non vestire scuro, non usare profumi ed evitare aree con acque stagnanti. I repellenti sono fondamentali e dovrebbero essere incoraggiati e dispensati dal sistema sanitario nelle aree sedi di focolaio o viciniore. Il più efficace è la Dietiltoluamide al 30%, poi viene la Icaridina, mentre poco efficaci sono gli estratti vegetali (citronella, geranio, verbena ecc.).
Intanto sotto gli ombrelloni, nel retro dei negozi negli angoli dei bar gente abituata da decenni agli ordini di partito, quello della falce e martello, protesta, ma solo in privato. Ci hanno messo due mesi a comunicare la diagnosi precisa. Perché si sono lasciati nell'angoscia i malati e in enormi difficoltà i medici di base per tanto tempo? Il dubbio è più che lecito: non sarà che si è tirata un po' per le lunghe perché c'era di mezzo la stagione estiva? Altrimenti si tratta di pericoloso dilettantismo amministrativo. Tertium non datur. Walter Pasini, collaboratore dell'OMS, afferma all'ADNkronos “Mi rammarica il fatto che la prevenzione sarebbe potuta partire prima. La diagnosi, a mio avviso, doveva e poteva essere fatta prima". Concordiamo.
(torna al primo articolo) OscarGrazioli
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